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“L’acqua che passa fra il fango di certi canali
tra ratti sapienti e pneumatici e ruggine e vetri
chissà se è la stessa lucente di sole o fanali
che guardo oleosa passare rinchiusa in tre metri.

Si può stare ore a cercare se c’è in qualche fosso
quell’acqua bevuta di sete o che lava te stesso
o se c’è nel suo correre un segno od un suo filo rosso
che leghi un qualcosa a qualcosa, un pensiero a un riflesso.

Ma l’acqua gira e passa e non sa dirmi niente
di gente, me, o di quest’aria bassa
ottusa e indifferente cammina e corre via
lascia una scia e non gliene frega niente…

E cade su me che la prendo e la sento filtrare
leggera infeltrisce i vestiti e intristisce i giardini
portandomi odore d’ozono, giocando a danzare
proietta ricordi sfiniti di vecchi bambini

Colpendo implacabile il tetto di lunghi vagoni
destando annoiato interesse negli occhi di un gatto
coprendo col proprio scrosciare lo spacco dei tuoni
che restano appesi un momento nel cielo distratto.

E l’acqua passa e gira e colora e poi stinge
cos’è che mi respinge e che m’attira
acqua come sudore, acqua fetida e chiara
amara senza gusto né colore.

Ma l’acqua gira e passa e non sa dirmi niente
di gente, me, o di quest’aria bassa
ottusa e indifferente cammina e corre via
lascia una scia e non gliene frega niente…

E mormora e urla, sussurra, ti parla, ti schianta
evapora in nuvole cupe rigonfie di nero
e cade e rimbalza e si muta in persona od in pianta
diventa di terra, di vento, di sangue e pensiero.

Ma a volte vorresti mangiarla o sentirtici dentro
un sasso che l’apre, che affonda, sparisce e non sente
vorresti scavarla, afferrarla, lo senti che è il centro
di questo ingranaggio continuo, confuso e vivente.

Acque del mondo intorno di pozzanghere e pianto
di me che canto al limite del giorno
tra il buio e la paura del tempo e del destino
freddo assassino della notte scura.

Ma l’acqua gira e passa e non sa dirmi niente
di gente, me, o di quest’aria bassa
ottusa e indifferente cammina e corre via
lascia una scia e non gliene frega niente…”.

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Francesco Guccini, Acque – 6:40
(Francesco Guccini)
Album: Parnassius Guccinii (1993)

Brano inserito nella colonna sonora del film Nero (1992) diretto da Giancarlo Soldi, con Sergio Castellitto e Chiara Caselli.

Brano inserito nella rassegna Colonne Sonore di InfinitiTesti.

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