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“Ho messo via un po’ di rumore
dicono così si fa
nel comodino c’è una mina
e tonsille da seimila watt
ho messo via i rimpiattini
dicono non ho l’età
se si voltano un momento
io ci rigioco perché a me va.

Ho messo via un po’ di illusioni
che prima o poi basta così
ne ho messe via due o tre cartoni
comunque so che sono lì
ho messo via un po’ di consigli
dicono è più facile
li ho messi via perché a sbagliare
sono bravissimo da me.

Mi sto facendo un po’ di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n’è stato
ce n’è e ce ne sarà
ho messo via un bel po’ di cose
ma non mi spiego mai perché
io non riesca a metter via te

Ho messo via un po’ di legnate
i segni quelli non si può
che non è il male né la botta
ma purtroppo il livido
ho messo via un bel po’ di foto
che prenderanno polvere
sia su rimorsi che rimpianti
che rancori e sui perché

Mi sto facendo un po’ di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n’è stato
ce n’è e ce ne sarà
ho messo via un bel po’ di cose
ma non mi spiego mai perché
io non riesca a metter via te

In queste scarpe
e su questa terra che dondola
dondola dondola dondola
con il conforto di un cielo che resta lì

Mi sto facendo un po’ di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n’è stato
ce n’è e ce ne sarà
ho messo via un bel po’ di cose
ma non mi spiego mai il perché
io non riesca a metter via
riesca a metter via
riesca a metter via te”.

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Ligabue, Ho messo via – 4:44
(Luciano Ligabue)
Album: Sopravvissuti e sopravviventi (1993)

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Citazioni.

Ho messo via è un brano musicale cantato da Luciano Ligabue, estratto come secondo singolo dall’album Sopravvissuti e sopravviventi del 1993. In assoluto una delle canzoni più amate del rocker emiliano, questo pezzo è una ballata in cui l’autore guarda la propria vita in retrospettiva, accorgendosi di non essere riuscito a “mettere via” la propria lei. Anche se alcuni, riprendendo diverse interviste del cantante identificano il “te” della canzone, nel padre. Da sottolineare dal punto di vista musicale l’assolo di tromba di Demo Morselli, l’intro di pianoforte di Gianfranco Fornaciari e i riff di chitarra, dai toni grezzi ma molto melodici, di Max Cottafavi“.

(Wikipedia, voce Sovravvissuti e sovravviventi)

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