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“Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
sono un italiano

Buongiorno Italia gli spaghetti al dente
un partigiano come presidente
con l’autoradio sempre nella mano destra
un canarino sopra la finestra.

Buongiorno Italia con i tuoi artisti
con troppa America sui manifesti
con le canzoni fatte con amore e cuore
con più donne sempre meno suore.

Buongiorno Italia, buongiorno Maria
con gli occhi pieni di malinconia
buongiorno Dio, sai che ci sono anch’io.

Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
una canzone piano piano
lasciatemi cantare
perché ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero.



Buongiorno Italia che non si spaventa
con la crema da barba alla menta
con un vestito gessato sul blu
e la moviola la domenica in TV.

Buongiorno Italia col caffè ristretto
le calze nuove nel primo cassetto
con la bandiera in tintoria
e una Seicento giù di carrozzeria.

Buongiorno Italia, buongiorno Maria
con gli occhi dolci di malinconia
buongiorno Dio, lo sai che ci sono anch’io.

Lasciatemi cantare
con la chitarra in mano
lasciatemi cantare
una canzone piano piano
lasciatemi cantare
perché ne sono fiero
sono un italiano
un italiano vero”.

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Toto Cutugno, L’italiano – 3:53
(testo: Cristiano Minellono; musica: Toto Cutugno)
Album: “L’italiano” (1983)
Singolo: “L’italiano / Sarà” (1983)

Per segnalare errori su testi o traduzioni, o semplicemente per suggerimenti, richieste d’aiuto e qualunque altra curiosità, potete scriverci all’indirizzo [email protected].

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Cover.

1. Simone CristicchiL’italiano (2007, testo)

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Citazioni.

L’italiano/Sarà è un 45 giri di Toto Cutugno, pubblicato nel 1983 dalla Carosello. Entrambe le canzoni sono scritte da Cristiano Minellono per il testo e dallo stesso Cutugno per la musica, sono edite dalle edizioni musicali Curci, sono arrangiate da Pinuccio Pirazzoli e sono state inserite nell’album L’italiano, pubblicato nello stesso anno. L’italiano è una canzone famosa in tutto il mondo, incisa da Toto Cutugno nel 1983 e presentata nella 33ª edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo (edizione vinta da Tiziana Rivale con Sarà quel che sarà), dove giunse quinta, ma trionfò nella speciale classifica Totip “Cantanti & vincenti”. La canzone, la cui composizione risale al novembre del 1981, inizialmente era stata pensata per Adriano Celentano, ma l’anno successivo il cantante milanese non accettò di inciderla. L’ipotesi, ventilata dagli addetti ai lavori, secondo cui il brano sarebbe stato scritto all’indomani della vittoria della nazionale italiana ai Mondiali di calcio in Spagna del 1982, fu smentita dallo stesso Toto Cutugno.
Con L’italiano, Toto Cutugno si presentò ad un Festival di Sanremo (dove tornava dopo tre anni) per la quarta volta, la seconda da solista dopo la vittoriosa partecipazione al Festival di Sanremo del 1980 con Solo noi (prima ancora, vi aveva partecipato per due volte, nel 1976 e nel 1977, con il gruppo degli Albatros). Nel Festival del playback, Toto Cutugno fu – insieme a Gianni Morandi (La mia nemica amatissima), Gianni Nazzaro (Mi sono innamorato di mia moglie) ed Amii Stewart (Working Late Tonight) – uno dei pochi ad esibirsi dal vivo.
Toto Cutugno eseguì il brano per la prima volta venerdì 4 febbraio 1983, nella seconda serata del Festival: fu il diciassettesimo su diciotto cantanti a salire sul palco. Appartenendo al gruppo B, ovvero quello dei Big, il brano era qualificato di diritto alla finalissima, finalissima a cui, in quell’anno, accedevano anche le novità, concorrendo assieme ai Big alla vittoria finale. Nella serata finale, che si svolse sabato 5 febbraio, Cutugno fu invece il settimo ad esibirsi tra i Big. Il brano ottenne 2.869 voti e si qualificò per il girone finale in virtù del secondo posto tra i Big. Assieme a Toto Cutugno, passarono il turno anche i Matia Bazar con Vacanze romane e Dori Ghezzi con Margherita non lo sa tra i Big e Tiziana Rivale (Sarà quel che sarà; 3.208 voti), Donatella Milani (Volevo dirti; 3.002 voti) e Fiordaliso (Oramai; 2.650 voti) tra le novità. Nel girone finale, L’italiano ottenne 2.659 voti e giunse soltanto quinto su sei brani, dietro a Tiziana Rivale (vincitrice con 2.981 voti), Donatella Milani (2.942 voti), Dori Ghezzi (2.912 voti) e i Matia Bazar (2.831 voti) e davanti a Fiordaliso (2.574 voti).
Cutugno, acclamato dal pubblico dell’Ariston durante la proclamazione dei vincitori, si consolò con la vittoria assegnatagli dagli italiani da casa con il concorso Totip “Cantanti e vincenti”: in questa speciale classifica, L’italiano fu primo con 548.085 voti davanti a La mia nemica amatissima di Gianni Morandi (seconda per un soffio, con 538.398 voti) e ad Avrò di Giorgia Fiorio (321.046 voti). I risultati del concorso vennero annunciati il giorno seguente nel corso di Domenica in. L’italiano si piazzò invece al secondo posto nella classifica del premio della critica assegnato dai giornalisti, dietro a Vacanze romane dei Matia Bazar e davanti a 1950 di Amedeo Minghi (brano che non aveva raggiunto la finale).
La classifica del premio della critica rispecchiò, relativamente ai primi due posti, anche l’esito delle vendite in Italia: L’italiano risultò infatti il secondo disco più venduto tra quelli del Festival, superato anche in questo caso soltanto da Vacanze romane dei Matia Bazar, che in assoluto fu il quarto singolo più venduto in Italia nel 1983, raggiungendo anche la prima posizione delle classifiche (ad eccezione di quella di TV Sorrisi & Canzoni, che, tra le canzoni del Festival, attribuì tale primato soltanto ad Abbracciami amore mio di Christian). L’italiano si dovette invece “accontentare” del diciottesimo posto tra i dischi più venduti in Italia e del secondo posto come posizione massima raggiunta in classifica. A livello internazionale, fu invece il brano di maggior successo del Festival di Sanremo 1983. Nel Festival di Sanremo 2013 viene dato il premio per L’italiano a Toto Cutugno.
La canzone parla di vizi, virtù e stereotipi del “Bel Paese”, un Paese a cui vengono imputati, ad esempio, un eccessivo americanismo (si dice: con troppa America sui manifesti) e, forse, anche una crescente crisi di vocazione religiosa oppure una certa “disinvoltura” a livello sessuale (queste potrebbero essere le interpretazioni della frase con più donne sempre meno suore), ma pur sempre un Paese al quale si è fieri di appartenere, tanto da voler esprimere in canzone tale orgoglio patriottico. Nel testo, vi sono, tra l’altro, riferimenti alla religione cristiana (oltre a parlare di “donne sempre meno suore“, vi è una sorta di invocazione a Dio) e alla passione degli italiani per il calcio, sport in cui l’estate precedente la nazionale italiana vinse il mondiale in Spagna (si parla della moviola della domenica e di una bandiera da portare in tintoria). Viene inoltre citato l’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini (in carica dal 1978 al 1985): è il partigiano come presidente. Il brano è tradizionalmente accompagnato dal suono di una chitarra, come sottolineato, del resto, dal testo stesso”.

(Wikipedia, voce L’italiano/Sarà)

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