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“Le case taccion nell’addio
non urlan più di lavatrici
di respiri, di attese
di anime contese
vuote e composte nell’ombra
di polvere e imposte

Gesti alzati in fretta nel mattin
calda assenza a fianco al comodin
treni, stazioni, biglietti
sepolti nei letti

E viene il tempo di partire
armadi, cimiteri di appendini
parole scritte a mano
scritte in ogni dove
col tempo tutto sembra migliore

Silenzio sulle frasi storte e tra le porte
rotolano le bottiglie nascoste
pacchi e confezioni
vite nei cartoni
restano di noi”.

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Vinicio Capossela, Le case – 2:12
(Vinicio Capossela)
Album: Il ballo di San Vito (1996)

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