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“How does it feel
to treat me like you do
when you’ve laid your hands upon me
and told me who you are

I thought I was mistaken
I thought I heard your words
tell me how do I feel
tell me now how do I feel

Those who came before me
lived through their vocations
from the past until completion
they will turn away no more

And I still find it so hard
to say what I need to say
but I’m quite sure that you’ll tell me
just how I should feel today

I see a ship in the harbor
I can and shall obey
but if it wasn’t for your misfortunes
I’d be a heavenly person today



And I thought I was mistaken
and I thought I heard you speak
tell me how do I feel
tell me now how should I feel

Now I stand here waiting

I thought I told you to leave me
while I walked down to the beach
tell me how does it feel
when your heart grows cold
(grows cold, grows cold, grows cold)”.

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Traduzione.

“Come ci si sente
a trattarmi come mi tratti tu
quando hai posato le tue mani su di me
e mi hai detto chi sei

Credevo di sbagliarmi
credevo di avere sentito le tue parole
dimmi come dovrei sentirmi
adesso dimmi come dovrei sentirmi

Coloro che sono venuti prima di me
hanno seguito le loro vocazioni
dall’inizio alla fine
non volteranno più le spalle

E trovo ancora così difficile
dire quello che va detto
ma sono abbastanza sicuro che mi dirai tu
come dovrei sentirmi oggi

Vedo una nave nel porto
non ci riesco ma dovrei obbedire
se non fosse per la tua sfortuna
sarei un santo oggi

E pensavo di sbagliarmi
pensavo di averti sentito parlare
dimmi come dovrei sentirmi
adesso dimmi come dovrei sentirmi

Ora sto qui ad aspettare

Pensavo di averti detto di lasciarmi
mentre camminavo in riva al mare
dimmi come ci si sente
quando il tuo cuore diventa freddo
(diventa freddo, diventa freddo, diventa freddo)”.

(Traduzione a cura di Sara Lebowsky)

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New Order, Blue Monday – 7:29
(Gillian Gilbert, Peter Hook, Stephen Morris, Bernard Sumner)
Singolo: “Blue Monday / The Beach” (1983)
Singolo: “Blue Monday / Thieves like us” (1985)
Singolo: “Blue Monday 1988 / Beach buggy” (1988)

Brano inserito nella rassegna Eight days a week. Le canzoni dedicate ai giorni della settimana di InfinitiTesti.

Per segnalare errori su testi o traduzioni, o semplicemente per suggerimenti, richieste d’aiuto e qualunque altra curiosità, potete scriverci all’indirizzo [email protected].

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Cover.

1. FlunkBlue Monday (2002, testo e traduzione)
2. Nouvelle VagueBlue Monday (2006, testo e traduzione)

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Citazioni.

Blue Monday è un singolo del gruppo rock-synthpop britannico New Order, pubblicato originariamente nel 1983 e successivamente remixato e ripubblicato nel 1988 e nel 1995. Composta dai membri della band Gillian Gilbert, Peter Hook, Stephen Morris e Bernard Sumner, è una delle loro canzoni più note, divenuta col tempo un vero e proprio inno della scena club-dance, come testimoniano le svariate cover e rifacimenti che sono stati prodotti.
I New Order dissero di aver scritto Blue Monday in risposta alla delusione per il fatto che il pubblico dei loro concerti non aveva mai chiesto bis. La canzone infatti era stata concepita come un semplice pattern che gli avrebbe concesso di ritornare sul palco, accendere il sintetizzatore e lasciare che la gente ballasse. Però mentre la componevano, lentamente essa si evolse in un progetto più complicato che li ispirò e così, da un semplice esperimento si trasformò in un vero e proprio singolo discografico. Tuttavia, è stata sempre eseguita comunque solo come bis.
Con i suoi sette minuti e mezzo di lunghezza, Blue Monday è uno dei singoli più lunghi che siano riusciti a scalare la UK Singles Chart, con 3.200.000 copie è il brano pubblicato sul vinile a dodici pollici più venduto di tutti i tempi. Curiosamente, a dispetto di ciò, non ha mai vinto un disco d’oro o di platino in quanto la sua casa di produzione, la Factory Records, essendo un’azienda totalmente indipendente, non era iscritta all’associazione British Phonographic Industry. Solo nel 1983 entrò in classifica 2 volte, la prima in marzo raggiunse il 12 posto poi ritornò ad agosto e raggiunse la 9 posizione. Secondo la Official Charts Company, vendette 1.160.000 copie solo in Inghilterra, tutt’oggi è il sessantanovesimo singolo più venduto nel Regno Unito.
Blue Monday inizia con il noto battito marcato in semicrome della batteria, programmato per una drum machine Oberheim DMX. Al sedicesimo secondo entra in assolvenza Gillian Gilbert con la melodia al sequencer. Secondo alcune interviste della band nel documentario NewOrderStory, ella era totalmente fuori tempo, cosicché anche fuori sincrono con il beat; tuttavia, lo ritennero un incidente propizio che ha aiutato la composizione ad avere quel fascino che la contraddistingue. La sezione cantata è caratterizzata da una palpitante linea di synth bass (sequenziata in un Sequencer Powertran costruito da Bernad), eseguita con un Moog Source, sovrapposta al basso di Peter Hook. Bernard Sumner canta in modo semplice e risulta quasi impassibile nella declamazione dei versi. Sotto questo punto di vista, Blue Monday è una hit atipica, in quanto il testo è privo di un ritornello. Dopo una lunga introduzione strumentale di due minuti vengono esposti il primo e il secondo verso in modo contiguo mentre il terzo giunge dopo un breve segmento di effetti sonori. Al termine di questo si avvia una coda molto estesa di quasi tre minuti (da 4:35 a 7:29). Per “Sold on Song” della BBC Radio 2 «[Blue Monday] è ampiamente considerato come un legame cruciale tra la discoteca anni settanta e il boom dance/house che venne fuori alla fine degli anni Ottanta». Infatti, sebbene il synthpop era uno dei generi più in voga in Gran Bretagna, il singolo, con l’incoraggiamento del manager dei New Order Rob Gretton e il lavoro di produzione di Arthur Baker (che collaborerà con il gruppo anche per il successivo Confusion), riuscì ad andare oltre, fino a determinare il club/house di New York.
Secondo Bernard Sumner, la composizione risente molto dell’influenza di quattro canzoni: Dirty Talk di Klein + M.B.O. per l’arrangiamento; il classico della disco di Sylvester You Make Me Feel (Mighty Real) per la melodia di basso con le ottave; Our Love di Donna Summer per il ritmo e Uranium dei Kraftwerk, che è stata campionata per il coro sintetizzato della parte iniziale e di quella finale.
La copertina del vinile originale ricorda un floppy disk 5¼”. Nel manicotto non figura né il nome dei New Order né il titolo della canzone; l’unico testo stampato, in inglese, è “FAC SEVENTY THREE” sul dorso della confezione mentre per ritrovare le altre informazioni bisogna vedere sul dorso della confezione, dove è scritta la didascalia “FAC 73 BLUE MONDAY AND THE BEACH NEW ORDER” in codice con una serie di blocchi colorati. La chiave di lettura di questo rompicapo è stampata sul retro dell’album Power, Corruption and Lies. Infatti Blue Monday e il disco sono due delle quattro pubblicazioni della Factory ad avere quel codice sulla cover. Le altre sono Confusion sempre dei New Order e From the Hip dei Section 25. L’originale copertina del disco, creata dai designer della Factory Peter Saville e Brett Wickens era fustellata con un interno argentato e costò talmente tanto a produrla all’etichetta discografica che questa perse effettivamente dei soldi per ogni copia creata. Nel libro Factory Records: The Complete Graphic Album Matthew Robertson scrisse infatti che «per l’uso della fustellatura e di colori specifici, il costo di produzione di questo manicotto era così alto che ogni singolo venduto fu una perdita». Tony Wilson affermò di aver perso 5 pens a cover «grazie al nostro strano sistema di contabilità»; Saville disse che «nessuno si aspettava che Blue Monday diventasse una hit e quindi nessuno si aspettava che il costo fosse un problema». Inoltre in Shadowplayers: The Rise and Fall of Factory Records aggiunse «Sono così annoiato da questa storia. Noi non sapevamo nemmeno quante di queste copertine costose siano state fatte». Robertson scrisse che «le ristampe successive ebbero dei piccoli cambiamenti per ridurre i costi» (la fustellatura venne infatti rimpiazzata da una stampa color argento nelle ri-pubblicazioni del 1988 e del 1995). Saville non si preoccupò nemmeno di inserire il nome della band o dell’etichetta discografica, ma mandò subito il tutto alla tipografia.
Venne creato nel 1983 un videoclip di una versione più corta di Blue Monday, composto da un collage di filmati militari con i colori solarizzati, da forme grafiche create al computer come blocchi (uguali a quelli fatti da Saville per la cover) e rette, da una registrazione digitalizzata a bassissima risoluzione e framerate della band che esegue dal vivo la canzone e da una breve apparizione del videogioco Zaxxon (per Apple II). Allo show televisivo Rage venne invece mostrato un altro video, in cui si vedeva la performance dei New Order con il pezzo in playback al Top of the Pops della BBC. Un terzo videoclip venne prodotto per Blue Monday ’88 e venne pubblicato nella video-raccolta dell’antologia Substance. Questo mostra alcuni sketch del fotografo William Wegman e del suo cane Weimaraner chiamato Fay Ray che stanno bilanciandosi alternati ad alcune animazioni fatte a mano da Robert Breer. Insieme a questi vi figurano i membri del gruppo che fanno varie cose, come camminare su una trave di legno sopra un pavimento dipinto di blu, giocare con delle maglie metalliche, stare ad osservare una sfera che ruota come un satellite attorno alle loro teste, colpirsi con una palla da tennis oppure stare vicini ad osservare dei folioscopi. Nel settembre del 2012, i New Order organizzarono un festival a Portmeirion, in Galles per racimolare fondi per aiutare la locale Brythoniaid Male Voice Choir a produrre una cover del singolo e relativo video musicale.
Blue Monday è stata una hit nel Regno Unito svariate volte. Nel 1983, entrò in classifica due volte, inizialmente arrivando alla dodicesima posizione per poi ri-scalare totalmente la UK Single Chart toccando il nono posto 9, aiutata anche dal fatto che sia lei sia il suo lato B (The Beach, un suo ri-arrangiamento strumentale) erano presenti sull’album allora in uscita, Power, Corruption and Lies. Il 31 marzo 1983, i New Order fecero un’apparizione al Top of the Pops, per promuovere ulteriormente la composizione. Fatto strano per il programma televisivo, la fecero dal vivo, sotto loro insistenza, in quanto reputavano sciocco mandarla in playback. Purtroppo però ebbero dei gravi problemi tecnici e così il risultato non fu fedele alla registrazione originale. Dalle parole del batterista Stephen Morris, «Blue Monday non è mai stato un brano facile da suonare, ma tutto è andato in malora comunque. I sintetizzatori erano storti. Sembrava orribile». Nel 1985, il brano, insieme al successivo Thieves Like Us fu ufficialmente pubblicato in Polonia su un vinile a sette pollici in una confezione diversa, della Tonpress, sotto la licenza della Factory Records, e vendette 50,000 copie, raggiungendo il numero 5 della classifica di fine anno. Tre anni dopo, fu remixato da Quincy Jones e John Potoker e ri-lanciato sotto il titolo di Blue Monday 88 (con sul lato B lo strumentale Beach Buggy). Questa volta arrivò più in alto, al terzo posto delle classifiche britanniche, al quarto di quelle australiane e addirittura al primo della Top Dance statunitense. Sull’onda di questo successo, un terzo remissaggio, molto più Hardfloor, venne lanciato sul mercato nel 1995 e anche questo fu un discreto successo, entrando nella Top 20 inglese”.

(Wikipedia, voce Blue Monday (New Order))

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