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“Hey hey, my my
rock and roll can never die
there’s more to the picture
than meets the eye
hey hey, my my.

Out of the blue
and into the black
you pay for this
but they give you that
and once you’re gone
you can’t come back
when you’re out of the blue
and into the black.

The king is gone
but he’s not forgotten
is this the story
of Johnny Rotten?
It’s better to burn out
‘cause rust never sleeps
the king is gone
but he’s not forgotten.

Hey hey, my my
rock and roll can never die
there’s more to the picture
than meets the eye”.

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Neil Young & Crazy Horse, Hey hey, my my (Into the black) – 5:18
(Neil Young, Jeff Blackburn)
Album: Rust never sleeps (1979)
Singolo: “Hey hey, my my (Into the black) / My my, hey hey (Out of the blue)” (1972)

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Cover.

1. ChromaticsInto the black (2012, testo)

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Citazioni.

Hey Hey, My My (Into the Black) è una canzone rock scritta da Neil Young inclusa come ultima traccia nell’album Rust Never Sleeps del 1979. Il brano fa da contraltare elettrico della canzone d’apertura acustica My My, Hey Hey (Out of the Blue). I due brani sono stati pubblicati come unico singolo dalla Reprise nel 1979, qui la versione di Hey Hey, My My è più corta di quella sull’album. Ispirata dai Devo e dall’esplosione del punk 77, e scritta sull’onda emotiva della morte di Elvis Presley, la canzone è diventata uno dei brani più celebri di <em>Neil Young, ammirato da un ampio pubblico che va dagli estimatori del punk a quelli del grunge.
Il verso: «It’s Better to Burn Out Than to Fade Away» (“è meglio bruciare che spegnersi lentamente”), presente in realtà solo in My My, Hey Hey (Out of the Blue) è divenuto celebre perché rinvenuto sulla lettera d’addio scritta da Kurt Cobain dei Nirvana prima di suicidarsi nel 1994. Da allora la popolarità della canzone è aumentata notevolmente. Young, scosso dall’accaduto, dedicò poi a Cobain l’album Sleeps with Angels. Da allora Young canta con enfasi il verso: «Once you’re gone you can’t come back» (“una volta che te ne sei andato non puoi più tornare”) nelle esibizioni dal vivo. La versione presente sull’album fu registrata il 22 ottobre 1978 al Cow Palace di San Francisco.
La canzone ha influenzato molti artisti, tra cui gli Oasis, che nel 2000 presentarono una cover del pezzo durante il tour mondiale poi immortalato dall’album live Familiar to Millions. In occasione del sesto anniversario della morte di Cobain, la band di Manchester dedicò la performance al rocker di Seattle proprio durante un concerto tenuto nella sua città natale”.

(Wikipedia, voce Hey Hey, My My (Into the Black))

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