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“I can’t light no more of your darkness
all my pictures seem to fade to black and white
I’m growing tired and time stands still before me
frozen here on the ladder of my life

Too late to save myself from falling
I took a chance and changed your way of life
but you misread my meaning when I met you
closed the door and left me blinded by the light

Don’t let the sun go down on me
although I search myself, it’s always someone else I see
I’d just allow a fragment of your life to wander free
but losing everything is like the sun going down on me

I can’t find the right romantic line
but see me once and see the way I feel
don’t discard me just because you think I mean you harm
but these cuts I have they need love to help them heal”.

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Elton John, Don’t let the sun go down on me
(Elton John, Bernie Taupin)
Album: Caribou (1974)
Singolo: “Don’t let the sun go down on me / Sick city” (1974)

Per altri testi, traduzioni e commenti, guarda la discografia completa di Elton John.

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Citazioni.

Don’t Let the Sun Go Down on Me è un brano composto e interpretato dall’artista britannico Elton John; il testo è di Bernie Taupin. È uno dei pezzi più famosi mai scritti dal duo, sicuramente un classico di John; basti notare il numero delle esecuzioni live e delle reinterpretazioni eseguite da altri artisti nel corso degli anni. Proviene dall’album Caribou (1974). Il brano, composto nella tonalità di do maggiore, potrebbe essere classificato nel piano rock e nel pop; Elton è come al solito presente al pianoforte (peraltro, questo strumento viene molto messo in evidenza, soprattutto nelle battute iniziali della canzone). Ad accompagnarlo è la sua onnipresente band, formata da Dee Murray (al basso), Nigel Olsson (alla batteria) e Davey Johnstone (alla chitarra), mentre ai cori è possibile notare i Beach Boys e Toni Tennille. Questi ultimi contribuiscono non poco a conferire a Don’t Let the Sun Go Down on Me il caratteristico sound dai toni epici e magniloquenti, supportato dall’arrangiamento di Del Newman. Nel brano sono presenti anche il percussionista Ray Cooper e Dave Hentschel al mellotron. Nel testo di Bernie Taupin, Elton narra di aver aiutato una persona dalla quale viene poi rifiutato:

«I took a chance
and changed your way of life
But you misread my meaning
when I met you, closed the door
and left me blinded by the light»

«Mi sono consegnato alla sorte
e ho cambiato il tuo stile di vita
ma hai frainteso le mie intenzioni
quando ti ho incontrato hai chiuso la porta
e mi hai lasciato abbagliato dalla luce»

Don’t Let the Sun Go Down on Me fu il primo singolo estratto dall’album Caribou; nel Regno Unito fu pubblicato il 20 maggio 1974, negli Stati Uniti il 10 giugno. In America, era ancora nella Top40 la precedente Bennie & The Jets. La canzone raggiunse il 16º posto in patria, mentre dall’altra parte dell’Atlantico arrivò in prima posizione in Canada per due settimane ed in seconda nella Billboard Hot 100, diventando il quarto singolo d’oro di Elton.
Il 25 marzo 1991, George Michael eseguì il pezzo duettando con Elton in occasione di un concerto al Wembley Stadium di Londra (i due avevano comunque già duettato lo stesso brano nel 1986, al Live Aid). Questa nuova versione fu distribuita come singolo ed ebbe un successo mondiale: nel Regno Unito arrivò per due settimane in prima posizione, mentre negli Stati Uniti raggiunse la vetta della classifica Billboard (ma non solo) per una settimana. Stazionò al primo posto in classifica in Svizzera (per 26 settimane), Francia (per 25 settimane), Paesi Bassi (per 21 settimane) e Norvegia (per 14 settimane), oltre che in Italia, mentre raggiunse la seconda posizione in Austria (per 25 settimane), in Svezia (per otto settimane) e anche in Germania. In Australia si posizionò al terzo posto per quattordici settimane. Particolare curioso, le immagini del videoclip della canzone (inserita peraltro anche nella compilation di Elton Love Songs, del 1996) non sono prese dal concerto allo stadio di Wembley, ma da un’esibizione live in un’altra circostanza. Gli incassi del singolo furono devoluti in beneficenza contro l’AIDS e a favore dei bambini e dell’istruzione.
Don’t Let the Sun Go Down on Me ha sempre ricevuto numerose cover da parte di un’infinità di artisti. Maynard Ferguson diede al brano toni jazz e lo eseguì per la prima volta nella trasmissione degli anni Settanta “The Mark of Jazz” in coppia con il presentatore Sid Mark. Roger Daltrey cantò la canzone per la colonna sonora del 1987 The Lost Boys, mentre Gloria Estefan la registrò nel 1989. Nel tribute album Two Rooms: Celebrating the Songs of Elton John & Bernie Taupin, il brano venne eseguito da Oleta Adams. Esiste anche una versione punk eseguita dal gruppo Me First and the Gimme Gimmes. Nel 2002, lo scozzese David Sneddon vinse la prima edizione del programma Fame Academy cantando anche Don’t Let The Sun Go Down On Me: essa divenne la B – side del suo singolo Stop Living the Lie, arrivato in prima posizione in Gran Bretagna nel gennaio del 2003. Nello stesso anno, l’americana Vanessa Carlton cantò il pezzo all’Elton John Tribute Concert. Alle semifinali della seconda edizione del reality show americano American Idol, il concorrente Clay Aiken eseguì Don’t Let The Sun, accedendo in questo modo alla puntata finale (e alla successiva, fortunata, carriera musicale). Nella quinta edizione, Aiken ricantò il brano in coppia con Michael Sandecki, mentre nella finale della settima edizione esso fu eseguito da David Archuleta. Don’t Let The Sun è stata cantata anche dai concorrenti Justin Guarini, Jasmine Trias e Bo Bice di American’s Idol, da Tyler Hamilton di Canadian’s Idol, da Clinton Randell di New Zealand’s Idol e da Journey South della versione inglese di X-Factor. In Spagna Moritz ha cantato il brano nel programma Operación Triunfo; anche Forest Whitaker ha parodiato la canzone il 10 febbraio 2007, presentando il programma Saturday Night Live. Infine, la compagnia Wavegroup ha eseguito una reinterpretazione di Don’t Let The Sun Go Down On Me per il videogame musicale Karaoke Revolution Presents: American Idol“.

(Wikipedia, voce Don’t Let the Sun Go Down on Me)

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